AVVISO
Dall' 1 Aprile 2017 tutte le collaborazioni con case editrici e autori sono sospese.
Mi riservo di pubblicizzare soltanto i libri che ritengo per mio gusto interessanti.
Qualsiasi altra richiesta non verrà presa in considerazione.

    

mercoledì 16 novembre 2016

Fiera del libro di Francoforte: resoconto per principianti

Buonasera a tutti miei cari lettori!
Questo post/resoconto arriva con un po' di ritardo perchè finora non ho mai avuto il coraggio e la voglia di sedermi davanti al computer e scrivervi come è andata la mia prima visita alla Fiera di Francoforte, perchè, diciamocelo, per me è stata pressochè una delusione.

Premetto col dire che ho ricevuto diversi "commenti" quando ho espresso le mie prime impressioni personali riguardo a questa fiera, e quello che mi ha più urtato è l'essermi sentita dire - da persone che tra l'altro non ci sono mai state a questa fiera - che "eheh, questa fiera è per gli editori, non per comprare libri".
Il motivo per cui questa banale osservazione mi ha un po' infastidito arriva subito spiegato.

Come vi avevo già illustrato nel mio precedente post (qui), la Fiera del Libro di Francoforte è la maggiore per importanza su scala internazionale. Qui gli editori comprano e vendono libri ad altri editori: è stata studiata appunto principalmente per questo. Ma nonostante sia riservata agli addetti al settore, le porte vengono aperte anche al pubblico "babbano" per permettere anche agli appassionati della lettura di scoprire le ultime novità oltreoceano.

Ma veniamo ora a ciò che - a pelle - ho pensato e penso ancora di questa Fiera.
Fra tutti i giorni nei quali avrei potuto visitare i padiglioni (avendo un pass-blogger avrei potuto - volendo - visitarla in tutti i giorni di apertura), ho deciso per l'ultimo giorno, quello di apertura anche al pubblico, poichè soltanto in questo giorno gli editori potevano vendere i propri libri. E diciamocelo, andare ad una fiera così importante senza portarsi a casa un libro è proprio uno spreco!

Ad ogni modo, quello che ho visto girovagando per i quattro padiglioni allestiti non mi è piaciuto moltissimo. O meglio, mi ha alquanto delusa.
Di quattro, un padiglione intero è stato dedicato soltanto alle case editrici tedesche: inutile dirvi che era pieno zeppo di gente. Non si poteva camminare senza essere sballottati di qua e di là da gente con sacchetti enormi (dove tra l'altro tenevano dentro calendari da appendere al muro invece di libri!. Sì, perchè a questa fiera c'erano pure stand di "editori" che pubblicano calendari).
Oltre a questo fiume di gente, si sono aggiunte varie code in attesa del firma copia in diversi stand dove erano presenti alcuni autori tedeschi, i più a me ignoti tranne Kerstin Gier che è stata la responsabile della coda più lunga, tant'è che hanno dovuto scomodare la security per fermare l'orda di ragazzine che attendevano.
Tra l'altro, nel mentre passavo accanto a questa fila, ho notato che alcune ragazzine in attesa avevano mostruosamente mutilato le loro copie della trilogia delle gemme con molteplici orecchie e piegature di pagine.

In questo padiglione, l'unico libro interessante che son riuscita a trovare, e che dicono siano "il libro per eccellenza sull'argomento", è un ricettario natalizio con tanto di spiegazioni delle tradizioni di questo periodo per avere un perfetto Natale newyorkese. Codesto libro è in lingua tedesca, ma dato il costo ho preferito lasciarlo alla mercè di altri appassionati. (New York Christmas: Rezepte und Geschichten).

Gli altri tre padiglioni invece erano suddivisi in questo modo:
Uno dedicato all'ospite d'onore di questa fiera, ossia le Fiandre e i Paesi Bassi, oltre che a tutte quelle case editrici che si occupano di arte.
I restanti due invece sono stati dedicati agli editori dei paesi esteri, tra i quali l'Italia.
E qui arriva la mia delusione.
Se il padiglione dedicato alla Germania pullulava di persone, questi ultimi due invece erano praticamente quasi vuoti. Pochissima gente che si avventurava tra i corridoi, e molti editori stessi - sorprendentemente - stavano già impacchettando le proprie cose. Altri addirittura avevano già abbandonato la fiera.
Mi duole a questo punto dire che tra questi fuggitivi c'è stato anche qualche editore nostrano.

Mondadori, Rizzoli ed Einaudi avevano un mega stand in comune nel quale facevano bella mostra tavoli e sedie vuote: di libri manco l'ombra. Forse li avevano sotto banco, magari bisognava chiedere, non saprei.
Al contrario invece, il Gruppo Gems aveva messo i propri prodotti in bella mostra, peccato che molti dei libri proposti erano vecchi di alcuni anni. E poi si parla di "fiera atta a far conoscere le ultime novità". Insomma, anche qui una delusione.

Ma la delusione peggiore l'ho avuta dalla casa editrice Penguin e Harper Collins (quelle internazionali, s'intende). I loro stand erano praticamente vuoti tranne che per qualche fondo di magazzino vecchio di anni che svendevano ai poveri visitatori a metà prezzo. Nel mucchio della Harper Collins spiccava un libro della Mondadori-Harlequin. Scusate, ma in quel momento m'è scappata una risata.

Ora, non voglio tenervi alzati ancora a lungo con i miei sproloqui, perciò vi riporto l'ultima peculiarità prima di lasciarvi ad alcune foto. Come ogni fiera di settore che si rispetti, anche in questa non mancavano i cosplay. Peccato fossero pressochè tutti uguali e tutti molto "giapponesi" nonostante i capelli biondi sotto le parrucche.

Forse, come qualcuno ha già avuto l'ardire di farmi notare, questa è davvero una fiera che va lasciata agli addetti del settore; forse se avessi scelto un altro giorno per la mia visita magari avrei potuto godermi di più il tutto, senza ritrovarmi delusa difronte a stand vuoti, e forse magari avrei potuto assistere a qualche evento interessante. Ma se così avessi fatto, non avrei potuto portarmi a casa neppure un singolo libro.
Non so se farò il bis; come dice il detto, la prima volta non si scorda mai, e io di certo non lo farò.

  
  

1 commento:

  1. Che peccato... si percepisce la tua delusione. Mi viene da pensare che tanto varrebbe godersi il nostro rinomato Salone del libro di Torino.

    RispondiElimina