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lunedì 4 luglio 2016

Recensione: "Aspettando Bojangles" di Olivier Bourdeaut

Aspettando Bojangles
En attendant Bojangles
Olivier Bourdeaut
Neri Pozza, 144 pagine, 2016, 15,00€

Sinossi: Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou... Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre. Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento. Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo. Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento. Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita; perciò ripete come un mantra ai suoi: «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene». La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo. Romanzo-rivelazione della recente stagione letteraria francese, accolto da uno strepitoso successo di pubblico e di critica in Francia, Aspettando Bojangles ha segnato il sontuoso esordio di Olivier Bourdeaut, uno scrittore «dalla disperata levità di un Fitzgerald».

Recensione
★★★★★
Neri Pozza sa come farsi amare dai lettori, soprattutto da me!
Aspettando Bojangles è un romanzo che si è rivelato magnifico, ilare, genuino e brillante, nel quale si racconta la fantastica vita di una famiglia francese. Dico fantastica proprio perchè è sia fuori dagli schemi comuni, ma anche per il fatto che è stravagante.

La voce narrante è data al bambino, di cui non conosciamo il nome, che con ingenuità racconta le vicissitudini e le avventure che lo rendono partecipe all'interno delle mura domestiche. Al centro di queste vi è la madre che ogni giorno prende un nome diverso, e in base a quello interpreta un ruolo differente.

A tratti inverosimile e senza senso, come ad esempio l'edera fatta crescere attorno alla credenza del soggiorno, oppure una gru di Numibia che vive nell'appartamento assieme alla famiglia e soprannominata Superflua, questo romanzo però ci insegna a goderci la vita cercando di vedere sempre il lato positivo delle cose tralasciando ciò che è - apparentemente - inutile e ciò che ci fa soffrire.

Tra cene e feste che hanno un sapore "alla Gadsby", vacanze spagnole da cui traspare estate e gioia di vivere, la piccola famiglia francese è costretta però, con l'avanzare del tempo, a venire a patti con le difficoltà finora messe da parte.
Inventare bugie per rendere la realtà più appetibile non sarà più possibile, neppure per il padre del bambino narratore, nonostante il suo lato ilare sia sempre in agguato. Ed è proprio uno di questi momenti che mi ha fatto sorridere oltre misura:
Poi era iniziata la messa, il parroco aveva pregato in spagnolo e noi lo avevamo imitato in francese. Ma col vento, il suo ciuffo si staccava dal cranio di continuo per sventolare di qua e di là, e lui cercava di riafferrarlo per riagganciarlo dietro l’orecchio, il che gli faceva perdere la concentrazione. Pregava, si fermava per cercare con la mano il ciuffo svolazzante, riprendeva la preghiera con aria distratta e di nuovo il ciuffo decollava lasciandogli nuda la testa, così le sue preghiere venivano fuori smozzicate, e con un tono via via sempre più nervoso. Papà si era chinato verso di me e lo Sconcio per dirci che la sua antenna di capelli gli permetteva di restare in contatto con Dio, ma evidentemente, con quel vento, non riusciva più a captare il segnale divino. Da quel momento non c’era stato più verso di restare seri.
Aspettando Bojangles è anche la canzone che vien presa come colonna sonora dai protagonisti stessi: un blues cantato da Nina Simone che è brioso e struggente al tempo stesso e che coinvolge tutti alla stessa maniera. 
Vi consiglio questo libro con tutto il cuore: leggetelo dalla prima all'ultima pagina! Godetevi l'allegria e la spensieratezza di questa famiglia! Non ve ne pentirete!

1 commento:

  1. Ciao, ennesima recensione che leggo, e tutte positive! Un libro che comprerò sicuramente.

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