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domenica 5 giugno 2016

Recensione: "Io prima di te" di Jojo Moyes

Titolo: Io prima di te
Titolo originale: Me before you
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori
Pagine: 391
Anno: 2013

SinossiA ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.


Recensione
★★★½
Contiene spoiler
Mi sono decisa a leggere libro questo soltanto ora per non essere costretta a posticipare la visione dell'omonimo film, come mi succede praticamente quasi tutte le volte in cui al cinema escono trasposizioni cinematografiche tratte da libri.
So che in Italia questo film uscirà soltanto ad inizio settembre, ma qui in Germania mancano soltanto tre settimane, e non sto letteralmente più nella pelle.

Un sentimento questo che cozza un po' con l'opinione che mi sono fatta del libro.
So che, probabilmente, molti di voi hanno amato alla follia questa storia, che hanno pianto lacrime di dolore e di tristezza. A me però non è successo.
Diciamo piuttosto che son stata un po' delusa dal finale, delusa anzi un po' da tutta la storia.
Per contraddizione col mio giudizio, questo è un libro che si legge in fretta: è coinvolgente e ti porta sempre a sperare in qualcosa di eclatante.
Un qualcosa che però non arriva. Mi duole ammetterlo ma il finale è abbastanza scialbo.

L'autrice, con la sua scelta di personaggi, ha voluto mettere a confronto diverse tipologie di persone. Will e Patrick, per esempio, i due uomini nella vita di Louisa: il primo costretto ad una sedia a rotelle e l'altro super attivo in ambito sportivo. Non potrebbe esserci, in questo libro, più diversità lampante tra questi due personaggi, e, devo dire, ho trovato abbastanza "cattiva" la scelta di contraddistinguere questi due in modo così diverso.
Anche nel caso delle sorelle Clark sono rimasta un po' interdetta: Louisa, la più grande, è considerata la stupida della famiglia, a differenza di Katrina che sa sempre tutto e viene elogiata in qualsiasi cosa da tutti, persino dalla stessa sorella che ha finito per considerarsi lei stessa inadatta a tutto e senza capacità.
Nonostante ciò, l'unico personaggio fermo e con carattere è a mio avviso Will; l'unico che nonostante tutto rimane coerente con le sue scelte. E devo dare atto all'autrice che in questo caso ha fatto un'ottima scelta, nonostante il finale deludente che tutti si aspettavano diverso. Ma se fosse stato diverso allora Will non sarebbe più stato ciò che è sempre stato sin dall'inizio del libro.

Ho letto molte cose riguardo questo libro: molti lo osannano come la storia d'amore per eccellenza, triste e strappalacrime, ma alla fine - diciamolo - chi è che ama? Ho provato ad andare al di là di ciò che è scritto nel libro, ma non sono riuscita a vedere quell'affetto d'amore che voi tutti avete visto: tra l'altro non c'è un solo "Ti amo" detto da Will che esplicita che questo personaggio ricambi i sentimenti di Louisa. Certo, ci sono sottintesi, frasi dette e non dette, ma quel "Ti amo" non c'è. Non c'è proprio. C'è piuttosto un sentimento d'affetto, quello che fa sì che Will sproni Louisa affinchè cambi la sua vita in meglio, cosa che lui purtroppo non può più fare.
Questa è, secondo me, la parte migliore di questo romanzo: l'aver portato il personaggio della ragazza a credere in sé stesso e a distaccarsi dalla comodità per ampliare i propri orizzonti. Un "credi in te stesso e mettiti in gioco" ripetuti più e più volte, in diverse forme: questa è la vera morale di questa storia. L'aver utilizzato la figura di un tetraplegico per far arrivare questo messaggio ai lettori, però, è secondo me un po' una presa in giro.

Non so se leggerò il sequel che l'autrice ha scritto per accontentare i fans. Temo di ritrovarmi davanti a qualcosa di scontato scritto solo per compiacere le orde dei patiti di questa storia. Guarderò però con piacere il film, quello si!
Non vogliatemene a male per il mio giudizio: in fondo il mondo è bello perchè è vario, anche in termini di apprezzamento o meno di un determinato libro.

1 commento:

  1. Ah che peccato che non ti sia piaciuto davvero... Io l'ho amato tanto, ho pianto e riso :) e sicuramente vedrò il film così come leggerò il seguito! Fossi in te darei una seconda possibilità alla Moyes ;)
    Un abbraccio Maria

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