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domenica 1 maggio 2016

Recensione in anteprima: "Dentro soffia il vento" di Francesca Diotallevi

Titolo: Dentro soffia il vento
Autore: Francesca Diotallevi
Editore: Neri Pozza
Pagine: 180
Prezzo: 16,00€
Uscita: 5 maggio 2016

SinossiIn un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand'era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni... Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.

Recensione
★★★★★
Questo romanzo, letto e che si lascia leggere nel tempo di un fiato, è una storia di perdita, rinuncia, cose non dette e rimpianti su cui fa da sfondo una superstizione fasulla nascosta dietro ad una fede di comodo. Ma in questo calderone troviamo anche amore: un amore che si cela dietro ad ogni sguardo e dentro ad ogni cuore.

Ci troviamo in un paesiano di montagna della Valle d'Aosta, uno di quei luoghi un po' sperduti - così si direbbe - dove le popolazioni, poco a contatto con il resto del mondo, sono più propense a lasciarsi intimidire dal diverso, a rinchiudersi in sè stesse e a giudicare chi la pensa di modo diverso.
Il periodo che fa da cornice a questa storia è il primo dopoguerra.

Nel prequel che anticipava questo romanzo, abbiamo incontrato i fratelli Rosset e abbiamo imparato qualcosa circa il loro rapporto. In questo romanzo, invece, vediamo protagonisti Fiamma e uno dei due fratelli, Yann, entrambi segnati e legati, loro malgrado, dalla perdita del fratello di Yann: la prima, sola al mondo, piange il suo unico amico rimpiangendo il modo in cui si è congedata da lui l'ultima volta che si sono visti; il secondo invece rimpiange di non aver potuto prendere il posto del fratello a causa di un incidente che l'ha reso zoppo e maledice per questo Fiamma.
Sentimenti, questi, forti ma allo stesso fragili di due personaggi che cozzano l'uno contro l'altro ma che però si attraggono inspiegabilmente a vicenda.

La storia è narrata a tre voci, non tanto per farci capire in modo approfondito il punto di vista di ognuno dei tre circa una stessa scena, ma piuttosto per renderci partecipi dell'evoluzione e maturazione dei personaggi stessi. La narrazione, tra un salto di voce e l'altra, non torna mai su sè stessa ma segue il suo corso, intervallata in alcuni punti da flash-back tutti atti a spiegarci il perchè di alcune determinate cose e fatti accaduti.
Fiamma, la ragazza dei boschi dai capelli di fuoco, colei che gli abitanti del villaggio chiamano strega, è in realtà una ragazza fragile ma coraggiosa: ha vissuto una vita di privazioni lontano da tutti desiderando però in silenzio di far parte di qualcosa o di qualcuno.
Yann, il fratello zoppo, si è visto portare via ciò che più amava al mondo e, pieno di rabbia per questo, è costretto a vivere la sua vita al cospetto di ciò che amava senza però poterlo raggiungere.
Pensavi di conoscerla, ma non si conosce mai davvero ciò che si ama, lo si può solo amare.
Agape, il nuovo curato del villaggio e terza voce narrante, è fuggito dalla civiltà sperando di riuscire in ciò che prima aveva fallito: un personaggio questo che teme di aver perso la propria fede ma che invece non deve far altro che guardare con occhi diversi.
Tutti e tre sono accomunati da perdita e privazioni, ma sapranno far breccia nel muro di superstizione e omertà che anima la popolazione locale.
La superstizione, in quella valle di leggende e storie fantastiche, aleggiava in ogni discorso, si mescolava a tutto ciò che non poteva spiegare; si modellava sulle cose complicate, quelle che per la loro natura misteriosa risultavano incomprensibili, diverse.La storia era piena di errori commessi da uomini che avevano dato più credito alle credenze popolari che all'intelletto.
Ho amato questo libro dalla prima all'ultima pagina, un po' per la storia ma soprattutto per i sentimenti forti che vi sono narrati. La rabbia spesso si è mescolata al dolore facendo nascere qualcosa di nuovo e più intenso.
Come ho già detto all'inizio, questo è un romanzo che si fa leggere in un soffio di vento, un romanzo che entra nel cuore e che ti fa desiderare di poter vivere sentimenti simili; un romanzo che ti segna e lascia una piccola parte di sè dentro di te che è difficile far andare via.
E' una storia raccontata con una scrittura fluida ed adulta: tutto è sottilizzato nei minimi dettagli senza però entrare in divagazioni e digressioni inutili che fanno perdere il filo della narrazione.
In parole povere: un libro da leggere assolutamente! Non ve ne pentirete.

2 commenti:

  1. Concordo! Romanzo meraviglioso!!! :)

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  2. ciao ..
    1: non credo di averti mai detto ma questo blog è bellissimo, tantissimi contenuti, bellissima grafica, mamma mia..
    2: bellissimo libro, ultimamente stanno uscendo/leggo recensioni di libri bellissimi il che fa allungare la mia tbr e il mio portafoglio piange ahahah

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