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martedì 2 giugno 2015

Unterwegs #11: ossia, festeggiare il primo anno passato in Germania


Salve miei carissimi lettori!
Forse aspettavate da molto tempo un altro mio "resoconto": dall'ultima volta che vi ho scritto sono sempre rimasta in forse se continuare o meno con questa piccola blog-series. I motivi erano molteplici, ma alla fine ho optato per il semplice stand-by in vista di un futuro migliore.
Oggi però, dopo tanto, voglio riprenderla in mano e dirvi un po' di cosette (nell'attesa che la cucina si liberi e ritorni "praticabile" affinchè io posso entrarci senza morire asfissiata!! ma questa è tutta un'altra storia XD).

Riprendo proprio oggi, 2 giugno, a scrivere questa rubrica perchè oggi è un giorno importante per me: è esattamente un anno che ho iniziato la mia esperienza lavorativa all'estero. E' stato davvero un anno intenso, ricco di soddisfazioni e di belle cose. L'orgoglio è salito molto in alto, e a volte ha toccato le stelle grazie a dei piccoli episodi che mi sono successi di recente.
Arrivata in ufficio, questa mattina, ho annunciato ai miei stretti colleghi che oggi è "il compleanno del mio lavoro" (detto alla tedesca: heute ist der Geburtstag meiner Arbeit!"). Loro si sono messi a ridere, ma alla fine abbiamo festeggiato lo stesso insieme (dieci minuti! XD).
E' un traguardo importante per me, al quale sono arrivata grazie alle mie capacità, senza l'aiuto di nessuno. E questa è la cosa che mi rende più orgogliosa di me stessa, e rende orgogliosi anche i miei genitori.
Posso vantare, ed è un vanto di cui vado fierissima, un ambiente lavorativo sano: le persone con cui passo metà delle mie giornate sono tutte persone alla mano, gentili e disponibili. Nessuna concorrenza o "questo è meglio di quello". Assolutamente no. Se hai un problema, c'è sempre qualcuno disposto ad aiutarti, che sia un problema di lavoro o personale.
Voi non sapete quanti "messaggi subliminali" abbiamo ideato io e i miei colleghi per i miei coinquilini.

Questi ultimi invece sono un caso a parte. Di recente mi sono innervosita e arrabbiata talmente tante volte con loro che ormai ho perso il conto. E sempre per motivi di pulizia. Voi non sapete cosa vedo e annuso ogni giorno quando torno a casa dal lavoro. Non ne avete neanche idea.
Sta di fatto, che dopo l'ennesimo ragguaglio nel quale ho inserito anche il fatto di esser stata male per aver mangiato su piatti non totalmente puliti, il mio coinquilino mi ha tolto la parola; dal weekend scorso non mi parla. Dite che l'ho colpito troppo sul personale? Beh, come si dice da me "due fatiche: una arrabbiarsi e una farsela passare".
Da parte loro non c'è più rispetto: non dicono più quando hanno ospiti a casa, fanno un sacco di casino quando rientrano tardi alla sera svegliano chi la mattina si deve alzare presto per andare al lavoro (ergo io, dal momento che loro sono universitari e fanno la bella vita!).
Insomma, un casino... Ma non dispero. Io sono più stronza di loro XD

Termino qui questo mio breve intramezzo dalla lettura dei libri. Vi chiedo però una cosa, un consiglio: come devo comportarmi con questi preistorici delle pulizie qui a casa? T__T Piango.

3 commenti:

  1. Cara, complimenti per il traguardo raggiunto. Come corre il tempo, è già passato un anno! Sei in gamba e ti auguro sempre maggiori successi.
    Per quanto riguarda i coinquilini sporcaccioni, non voglio immaginare i dettagli ma tu non demordere.

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  2. Anch'io ti consiglio di non demordere e ti consiglio di tenere in ordine le tue cose... e una riserva di piatti di plastica usa e getta. Ti direi il metodo di mia madre, ma servirebbe solo a scatenare la terza guerra mondiale.

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  3. Coraggio, coraggio Elisa!! Innanzitutto complimenti per quest'anno appena passato, sei stata in gambissima!!
    Un trasloco (per te o per i coinquilini) non è proprio possibile??

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