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lunedì 29 giugno 2015

Recensione: "Le stanze dei fantasmi" di Collins, Dickens, Gaskell, Procter, Sala e Stretton

Titolo: Le stanze dei fantasmi
Titolo originale: The haunted house
Autore: Collins, Dickens, Gaskell, Procter, Sala e Stretton
Editore: Del vecchio
Pagine: 248
Prezzo: 14,50€
Data di uscita: dicembre 2014

SinossiCosa fa di un libro un libro di successo? Nemmeno i più geniali matematici sapranno scovare un'equazione che descriva in modo assoluto il perfetto bestseller. Di certo, col senno di poi, sappiamo cosa fece di queste storie assemblate magistralmente un grande successo: otto grandissimi scrittori idolatrati dai lettori, un concept molto originale per l'epoca, una casa infestata, il Natale, la perfetta regia di Charles Dickens. In una vecchia casa di campagna Joe e Patty decidono di invitare un gruppo di amici per vivacizzare le loro giornate. Una coppia affiatata, un giovanotto brillante, una femminista convinta, un ex marinaio col suo compagno di avventure e un avvocato di successo rispondono all’invito, e finiscono per partecipare a un singolare “ritiro” in una classica location alla Poe: una villa isolata e popolata di presenze dall’oltretomba. Vivranno per tre mesi insieme, lontani dal mondo, avendo la possibilità di scoprire quale fantasma abita la loro stanza (e la loro vita), senza mai farne parola. Soltanto alla fine, in quella che sarà chiamata la Dodicesima Notte, si riuniranno per raccontarsi ciò che hanno visto e udito, come in un inquietante Decameron. Regista dell’esperimento, un gradino di consapevolezza più in alto degli altri, è Joe, alter–ego dello stesso Dickens. Le stanze dei fantasmi è un modernissimo romanzo a cornice, che inanella una serie di storie pubblicate su «All the Year Round» nel 1859, a cura di Charles Dickens. Con la sua consueta ironia ai limiti della satira e con il pretesto degli spettri, il più famoso scrittore vittoriano compone un nutrito campionario delle fobie e delle nevrosi dei suoi contemporanei. Scorrono sulle pagine le composizioni di otto tra i più famosi e abili scrittori dell’epoca, ciascuno impegnato nello stile che gli è più congeniale, a tracciare armonicamente le linee di contorno degli ambienti in cui i personaggi e i loro fantasmi prendono vita.

La mia recensione
★★★
Dickens, Gaskell e Collins ma anche gli altri tre autori che prestano la loro bravura al fine di assemblare questa raccolta di storie dovrebbero essere sinonimo di garanzia.
Devo però purtroppo dire che, da questo libro, mi aspettavo di più.
Sarà forse il fatto che è stato scritto a più mani e quindi i diversi stili narrativi si sentono ed è difficile starci dietro, sta di fatto che più di qualche volta ho perso il filo del discorso poichè il punto di vista cui vengono narrate le varie storie cambia di continuo e repentinamente, a volte anche senza tanti preamboli e avvisi.

La struttura del testo è, come dicevo, una raccolta di varie storie di fantasmi tenute assieme l'un l'altra soltanto dal filo narrativo del protagonista Joe, alter-ego di Dickens.
Questo personaggio è come un moderatore: dà la parola di volta in volta ad uno degli altri personaggi che compongono il libro affinchè raccontino la storia del fantasma che, durante tutto il tempo trascorso nella casa, ha fatto loro visita.

In ognuno dei racconti non manca un pizzico di quella satira sottile che era in voga al tempo di questi scrittori. Più di tutte mi è rimasta impressa questa frase:
Bè, quei due hanno ricevuto un colpo terribile. Gli manderò qualche calmante per abbassare la pressione e una lozione per la testa del vecchio. E' una gran fortuna che abbia sanguinato tanto; a mio parere, doveva esserci una bella infiammazione.
a testimoniare la convinzione d'un tempo per cui, se si perdeva sangue per un qualsiasi motivo, si era in via di guarigione.

Nonostante stiamo parlando di classici, questo libro è più che facile da leggere grazie ad una traduzione moderna e resa fluida. Non fosse per quelle svariate volte in cui ho perso il filo del discorso, si potrebbe dire che si è davanti ad un ottimo libro; ma, nel mio caso, devo dire che non sono stata soddisfatta appieno.
Nota di merito per l'editore è, però, quella di aver reso questa un'edizione curata e fine per gli occhi: a partire dalla carta spessa, degna di un classico, fino ad arrivare alla retrocopertina riempita con una nuvola di parole che, si scopre poi, sono "parole chiavi" di ognuna delle storie di fantasmi, ognuna con un font e grandezza del carattere diversi.

A parte il mio medio giudizio derivante dalla mia insoddisfazione consiglio questo libro agli amanti dei classici e delle storie di fantasmi, ma anche a quelli che ne hanno paura perchè, in fondo, questo non è del tutto un libro sui fantasmi!

1 commento:

  1. Bella recensione. Io amo C. Dickens ma un po' meno le raccolte di storie, specialmente se scritte da autori diversi. Infatti leggere libri di raccolte mi lascia sempre con un senso di "incompiutezza" e di lettura poco scorrevole, proprio per la brevità delle storie e per il cambio di stile ad ognuna di esse.
    Mi sono iscritta come lettore fisso del tuo blog, se hai voglia di ricambiare vieni a farmi visita:
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