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lunedì 2 marzo 2015

Recensione: "La fabbrica delle meraviglie" di Sharon Cameron

Buon pomeriggio e buon inizio di settimana lettori!
Ieri sera (o meglio dovrei dire stanotte) ho terminato il libro "La fabbrica delle meraviglie" e perciò vi lascio subito con la mia recensione.
Solo una cosa mi preme di dire: spero traducano assolutissimamente e quanto prima anche il seguito!

Titolo: La fabbrica delle meraviglie
Titolo originale: The dark unwinding (The dark unwinding #1)
Autore: Sharon Cameron
Editore: Mondadori
Pagine: 308
Prezzo: 17,00€
Data di uscita: 27 gennaio 2015



Sinossi: Quando si diffonde il sospetto che lo zio stia dilapidando il patrimonio di famiglia, la diciassettenne Katherine viene mandata a controllare la situazione: si aspetta di incontrare un uomo sull'orlo della follia, ma scopre che lo zio George è invece un geniale inventore dalle abitudini eccentriche, che sostenta una vivace comunità di persone straordinarie come lui, salvate dagli insalubri bassifondi di Londra. Tutto si complica quando Katherine inizia a nutrire dei sentimenti per Lace, il giovane e affascinante apprendista dello zio, E questo è solo l'inizio: tra spie e sotterfugi, imboscate e tranelli, un pericolo insidioso cova nell'ombra; Katherine scopre che la rovina non incombe soltanto sul futuro del suo patrimonio, ma sul destino di tutta l'Inghilterra, in guerra contro la Francia. La lotta per sventare la catastrofe è appena cominciata.



La mia recensione
★★★★½

Londra, 1800, gothic-steampunk: tutta roba che fa per me.
E' per quello che da quando ho letto la trama di questo libro ne sono stata attratta come una calamita.

Il libro tratta di un'eredità contesa: Katharine Tulman viene mandata a Stranwyne dalla zia acquisita Alice a far dichiarare lo zio Tully incapace di intendere, al fine di ottenere l'eredità derivante dalla tenuta. Ma quando lei si stabilisce nella villa, inizialmente controvoglia, iniziano ad accadere avvenimenti inspiegabili e misteriosi. Ben presto però si scopre che quello che appare in realtà non è ciò che sembra.

All'inizio, devo ammettere, son stata un pochino delusa da ciò che leggevo: il ritmo della storia non era incalzante come avevo sperato, e in alcuni punti mi perdevo. Insomma, certi passaggi non erano abbastanza chiari soprattutto quando veniva data voce allo zio Tully e subito di seguito si trovavano i pensieri di Katharine.
La prima metà del libro è passata, non dico tra la noia più profonda, ma neanche tra l'entusiasmo più coinvolgente. Da metà in poi invece, grazie agli avvenimenti che pian piano iniziavano ad infittirsi e a diventare più incalzanti e misteriosi, le parole son corse via velocemente sotto i miei occhi.

La parte gothic-steampunk di questo libro è sì visibile ma non abbastanza marcata: abbiamo le descrizioni della villa e degli oggetti meccanici che lo zio Tully inventa e costruisce, ma non sono così ricche di dettagli e soprattutto dettagli particolari tanto da collocare questo romanzo nel genere total-steampunk (non so se mi spiego).
Quello che ci viene dato però è molto gradevole, anche se sinceramente mi sarei aspettata un qualcosina di più. Tra le altre cose poi, ci sono alcune scene che mi hanno strappato un sorriso, e altre invece in cui avrei voluto prendere a schiaffi i personaggi, in primis Katharine che all'inizio mi è apparsa come una ragazzina molto impertinente del tipo "ma chi si crede di essere?". Poi però - per fortuna - durante il corso della lettura la sua persona matura. Colui che invece ho particolarmente apprezzato è stato Lane, sempre fedele e leale alle cose che diceva e prometteva, distinto e altruista. Un vero gentleman! 

Termino "analizzando" la cover italiana: si poteva fare di meglio. A mio avviso è troppo schematica, gli oggetti sparsi qua e là sembrano non aver alcun senso se non che sono appunto oggetti principali della storia. La cover originale invece è in ugual modo in tema con le vicende narrate, ma il tocco gotico è più marcato, anche se la villa sullo sfondo pecca di originalità (sembra proprio Highclare Castle, la tenuta dove è ambientata la serie tv Downton Abbey).

In conclusione dico che ho apprezzato tra l'abbastanza e il molto questo libro, soprattutto nella parte finale di esso dove le cose sì si sistemano, ma lasciano spazio anche ad un sequel: sapete vero che c'è un seguito? Spero davvero che lo traducano presto anche in Italia!

4 commenti:

  1. Mi ispira davvero tantissimo *_*

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  2. A me è piaciuto da matti.

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  3. Non so perchè ma non mi convince al 100%!!!

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  4. Spero di riuscire a leggerlo presto anche io!

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