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domenica 6 luglio 2014

Books on screen #11 Recensione di "Wuthering Heights"

Buongiorno miei cari followers lettori!
Come stanno andando le vostre vacanze estive? Io, come sapete, sono ancora in trasferta in Germania fino a fine luglio. Qui l'estate si vede a tratti: a metà giugno c'è stata una settimana davvero torrida (e io a lavoro dovevo andare con i pantaloni lunghi - un inferno!!), poi pioggia e fresco. Tutto sommato si sta bene, ma avrò tempo per raccontarvi meglio le mie avventure/disavventure in un altro post.
Oggi invece - dopo tanto - arrivo a pubblicare su questo blog una nuova recensione, non libresca (purtroppo) ma di genere "filmesco": mi sono comprata un paio di DVD in lingua tedesca (giusto per imparare un po' di più la lingua) e appunto voglio proporvi la mia opinione su uno di essi, ossia Wuthering Heights.

WUTHERING HEIGHTS
★★

Regia: Andrea Arnold
Paese di produzione: Regno Unito 2011
Cast: Kaya Scodelario, James Howson, Oliver Milburn, Nichola Burley

Dopo aver visto questo film ho capito perchè, a suo tempo quando quest'ennesima versione è uscita, non ha riscosso successo. Diciamolo, il regista non è Joe Wright! E già qui abbiamo detto tutto.
Chi sia la tale Andrea Arnold che ha diretto questo film non lo so proprio, tant'è comunque che ha fatto un lavoro a dir poco pessimo, giusto per essere gentili.

Partiamo dal formato video 1:1 (non so se sia solo il mio DVD ad essere così oppure se anche in origine al cinema sia stato proposto in questo formato): mi sembrava di star guardando un film degli anni 30, soltanto che è a colori.
La scelta dei protagonisti, ad eccezione dell'attrice che interpreta Cathy, è... non mi esprimo.
Primo fra tutti l'Heathcliff di colore. Non ci siamo proprio. Forse la regista voleva dare un aspetto "nuovo" a questo ennesimo film, ma di tutti gli adattamenti questo è quello riuscito peggio.
L'attore che interpreta l'Heathcliff bambino ci avrà messo un'ora soltanto per imparare il proprio copione: avrei potuto farlo anche io, dal momento che a quel povero bambino avranno fatto dire soltanto 5 parole se sono tutte, metà delle quali erano ingiurie e parolacce nei confronti di chi gli stava attorno.
La Cathy bambina invece parla anche troppo.
La versione adulta dei due protagonisti è già un po' meglio. Heathcliff ha imparato a parlare, e Cathy è diventata un pochino più decorosa.
Il padre di Cathy non è quel che si dice un padre amorevole: nel libro (che io ricordi) teneva molto in considerazione il trovatello Heathcliff, qui invece è leggermente diverso. Al padre ci va dietro anche il fratello maggiore di Cathy che è la volgarità fatta persona.
Gli ambienti della casa dove vivono gli Earnshow è di un sudiciume sconsiderato, praticamente una fattoria del medioevo, nettamente in contrasto con la villa dei Linton.
A proposito dei Linton: l'attore che interpreta Edgar è più decente da bambino che da adulto. In poche parole l'hanno reso lo sfigato di turno che si destreggia tra giocare coi cani e portare i fiori alla sua mogliettina. Patetico.

Nel complesso questo film si può guardare tranquillamente in qualsiasi lingua e pure senza sottotitoli, tanto le battute sono ridotte proprio all'osso. Dove mancano le parole, ci sono i sospiri e gli ululati del vento. In poche parole un film fatto di silenzio e di inquadrature infinite ai paesaggi della brughiera, che però devo ammettere in questo caso sono favolosi!
Se non fosse che è la trasposizione cinematografica di uno dei miei classici preferiti gli avrei dato soltanto una stellina come voto, ma voglio salvarlo un po' almeno per Emily Bronte, che comunque penso si rivolterebbe nella tomba se sapesse di come hanno strapazzato i suoi personaggi e i suoi luoghi.

Se anche voi l'avete visto son ben felice di sapere cosa ne pensate; per tutti gli altri che magari vogliono vederlo, penso che in Italia purtroppo sia difficile reperire questa versione... nonostante sia stato in concorso al Festival di Venezia nel 2011. E da qui si capisce il non-successo ottenuto.

3 commenti:

  1. Ci credi che ho appena finito di leggere Cime Tempestose? E già il libro non mi è piaciuto, quindi credo che il film non mi sarebbe piaciuto a prescindere..

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  2. A me, invece, il libro non è piaciuto, ma - nel suo strano genere - ho trovato il film particolare. Certamente un film d'autore, ermetico, ma notevole; audace. Guardandolo, ho immaginato che così la Bronte vedesse la sua brughiera. Senza lirismi particolari, senza giri di parole. In quanto alla difficile reperibilità... Noi italiani non siamo famosi perché distribuiamo film interessanti. Basti pensare alle schifezze in sala :P

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  3. Sai che non conoscevo questo film? Il libro lo avevo letto in inglese anni fa.. Non mi aveva entusiasmata molto.

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