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venerdì 8 marzo 2013

Recensione + Books on Screen #3: "Gli studenti di storia" di Alan Bennett

Titolo: Gli studenti di storia
Titolo originale: The history boys
Autore: Alan Bennett
Casa editrice: Adelphi
Pagine: 178
Prezzo: 12,00€


Trama
Otto studenti, tre professori, un preside: in mano ad Alan Bennett anche un corso propedeutico per l'am­missione all'università può diventare un universo polifonico di meravigliosa ricchezza e comicità. Scegliendo come ambientazione l'Inghilterra degli anni Ottanta, nella sua commedia più recente Bennett mette in scena un mondo semiautobiografico (nel giovane Posner riconosciamo il ragazzo timido di Scritto sul corpo, innamorato del bel Dakin) in cui si alternano acrobaticamente simposio e gag, sociologia e dialogo filosofico. Mentre si accumulano gli interrogativi: Ha senso il concetto di cultura alta? Come si insegna la storia? Che ruolo ha il caso nelle tragedie della vita? E in che cosa consiste, esattamente, l'istruzione?


La mia recensione

Ho iniziato a leggere questo libro su consiglio di un amico. Non ne conoscevo la sua esistenza sino a quando mi è stato nominato insieme ad altri titoli di Alan Bennett.
Premettendo che in storia alle superiori non ero una cima, e che quindi questo libro non mi sarebbe mai passato per la testa di leggerlo neanche se l'avessi conosciuto, tuttavia devo convenire con l'insegnamento che tale scritto dà, ritengo quindi che la sua morale sia valida.

Il professor Hector, cui Richard Griffiths da il volto nell'omonimo film del 2006 (più conosciuto per il ruolo dello zio di Harry Potter), è il personaggio più interessante di tutta questa commedia.
Il suo metodo di insegnamento, strano ed inadeguato nonchè inutile ai più, lo definirei alternativo: egli infatti tende sempre ad inculcare ai suoi studenti poesie o canzonette o frasi ad effetto dette dai grandi della letteratura facendogliele imparare a memoria con l'unica giustificazione che in futuro potrebbero essere utili, e che quando sarà il momento queste frasi gli usciranno dal cuore senza dover fare il minimo sforzo per ricordarle.

Il professor Irwin (Stephen Campbell Moore), invece, il più giovane di tra tutti i professori e chiamato come supplente soltanto per il breve periodo che intercorre sino all'esame di ammissione ad Oxford, insegna storia - appunto - ma non la storia qualsiasi che siamo abituati a leggere sui libri scolastici: lui ritiene che quella, impararla in tal modo, risulta essere noiosa e priva di qualsiasi interesse, per questo cerca di insegnare ai ragazzi a renderla più interessante e quale modo migliore per farlo se non aggiungendovi qualche piccola invenzione o bugia? 
A detta di Rudge, uno deglio otto studenti avente il volto di Russell Tovey, "la storia è una lunga serie di cazzate messe in fila". Ed ecco allora che questi due metodi di insegnamento messi assieme trasformano la materia in uno spettacolo dissacrante attraverso il quale è più facile imparare piuttosto che mettersi lì e cercare di trovare un senso a tutto ciò.

In questo libro troviamo anche il tema dell'omossualità, che risulta molto più evidente nel film piuttosto che nel libro: Posner (Samuel Barnett) è un ragazzo ebreo e  innamorato non corrisposto di Dakin (Dominic Cooper), il belloccio della situazione che all'inizio si vanta delle sue avventure con la segretaria del preside ma poi, verso la fine, si avventura anche verso l'altra sponda provocando il professor Irwin affinchè lui accetti un'uscita tete-a-tete con espliciti richieste a riguardo.

Questo libro è un testo teatrale ed è una commedia; tanti sono i personaggi in questo piccolo volumetto che a volte risulta difficile tenerli a mente tutti o peggio capire chi di loro stia parlando. 
Le ambientazioni sono descritte in maniera povera, e per di più in alcuni tratti nemmeno si capisce che quello che stiamo leggendo è un flashback perchè i dialoghi si susseguono uno dietro l'altro senza l'ombra di un avvertimento che si sta parlando al passato.
Intriso di parecchie frasi con un'ironia sottile, all'inglese diremmo, che fanno sorridere.
Tutte le scene si svolgono in una scuola inglese, con un'estensione ad Oxford quando i ragazzi devono dare il loro esame di ammissione. Nel film quest'ultime scene ci offrono una piacevole vista che agli amanti dell'Inghilterra sarà piuttosto gradita.

Ad ogni modo ho apprezzato di più il film rispetto al libro che devo dire è stato trasposto dettagliatamente e senza tanti cambiamenti rispetto alla versione scritta.

Il mio voto

2 commenti:

  1. :( peccato, mi piace sempre conoscere nuovi libri che ignoravo.. però due stelline :(

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    1. Due stelline perchè l'argomento trattato diciamo non è proprio il mio genere...

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