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venerdì 22 febbraio 2013

Books on Screen #2 Recensione di "Bel Ami - Storia di un seduttore"

Secondo appuntamento per "Books on Screen", agenda o rubrica (come preferite chiamarla) ideata da me e che prevede la recensione di un film tratto da un libro - o anche serie tv basate su libri (vedisi le innumerevoli trasposizioni della BBC).

Oggi prenderò il esame "Bel Ami - Storia di un seduttore", il film del 2012 con protagonista Robert Pattinson... e questo è tutto dire!

Titolo originale: Bel Ami
Regista: Declan Donnellan
Cast: Robert Pattinson, Kristin Scott Thomas, Christina Ricci, Uma Thurman
Paese: Regno Unito, Francia, Italia
Genere: drammatico
Anno: 2012
Durata: 102 minuti









La mia recensione
Per quanto i film in costume possano piacermi, per quanto sia attratta dal'epoca e dal modo di vivere della seconda metà dell'800, questo ennesimo adattamento del noto libro di Guy de Maupassant ha deluso tutte le mie aspettative, non tanto per i costumi o l'ambientazione o tutto quello che riguarda la scenografia, ma per la scelta degli attori e il modo in cui è stato pianificato. Ma veniamo con ordine.

Tratto, come dicevo, dal romanzo dello scrittore francese, Bel Ami racconta la scalata sociale dell'intraprendente Georges Doruy. Ex soldato squattrinato sempre in cerca di quattro spiccioli non tanto per avere un pasto caldo quanto per accaparrarsi il piacere con donne di malaffare, dopo l'incontro con un suo vecchio amico d'armi che lo fa entrare nella sua casa e nella sua cerchia di amici, Georges, con lo charme e la sua seduzione, si farà strada nel giornalismo nonché nel letto di diverse donne dell'alta e potente società.

La scelta dell'attore protagonista se da un certo punto risulta adatto, dall'altro lascia il sentore di un qualcosa di già visto o di riconducibile ad altro.
Il bel tenebroso (lasciamo stare bel) dell'inizio del film risulta adatto con Pattinson, con i capelli tutti scarmigliati e i vestiti logori. Ma quando entra nell'alta società tra tradimenti e sotterfugi, risulta sempre più evidente l'apparente richiamo all'Edward della serie vampiresca Twilight. Sarà complice il trucco bianco e le profonde occhiaie rosse, per quasi tutto il film non ho fatto altro che ricordarmi del ruolo che ha reso famoso l'attore, quello di Edward Cullen.
E a confermare questo mio sentore giunge la scena finale nella quale Georges Doruy sposa Suzanne (Holliday Grainger), figlia del proprietario del giornale per cui lavorava, soltanto per accaparrarsi la sua dote e fare uno screzio al padre di lei.
In questa scena, nel mentre i novelli sposi escono dalla chiesa, il primo piano su Pattinson inondato dal sole è un evidente rimando a quando il vampiro ha tentato di far brillare sé stesso alla luce del sole uscendo dall'ombra di un vicolo a Volterra.

Le altre donne con cui Georges ha avuto a che fare hanno recitato la loro parte meglio di quanto lui ha recitato la propria.
Uma Thurman nei panni di Madeleine Forestier moglie dell'amico di Georges, Charles Forestier, è una donna determinata, astuta e in possesso di una notevole intelligenza.
Dopo la morte di Charles sposerà Georges, forse per interesse o per qualcos'altro, di certo non per amore. Sarà lei infatti la persona che più di tutti tramerà alle spalle del dandy parigino, portandolo sull'orlo della vergogna.
La signora Walter, interpretata da Kristin Scott Thomas, è una donna di chiesa e fragile. Sedotta e abbandonata, usata da Georges per avere certe informazioni e per prendersi una rivincita sul marito di lei.
L'atteggiamento della Thomas in certe scene mi ha fatto quasi provar pena per quella poveretta.

Da ultimo, che completa il trio delle amanti, abbiamo Clotilde de Marelle con il volto di Christina Ricci, a mio avviso l'unica scelta azzeccata di tutto il film. Diventata la prima amante di Georges, essa non fa mistero di avere certi sentimenti per l'uomo ma nonostante tutto sa che la cosa non potrà arrivare alle orecchie del potente marito altrimenti potrebbe perdere la sua unica figlia. Sarà l'unica persona che resterà sempre al fianco dell'amante, nonostante i suoi due matrimoni e nonostante lui la deluda più di qualche volta.

Il personaggio di Bel Ami, soprannominato così dalla figlia di Clotilde, è il più arrivista e senza scrupoli di cui io abbia letto, ma anche il più noioso e patetico. Ho letto il libro qualche anno fa, e devo dire che ho faticato ad andare avanti. Le vicende erano lente e senza colpi di scena da tenere viva l'attenzione del lettore. Ed è così che infatti accade anche nel film, anche se devo dire che per alcuni avvenimenti, nella trasposizione cinematografica, è stato adottato il metodo "fast forward" per cui risulta difficile a chi non ha letto il libro stare al passo con le vicende.

Sulle ambientazioni nulla da dire: gli ambienti parigini della fine del XIX secolo sono stati ricreati degnamente e quanto basta per un film di questo calibro.
Ma per quanto riguarda tutto il resto non mi sento di consigliarne la visione se non per un semplice passatempo. A mio avviso, tale è il libro, tale è il film: noiosi entrambi.

Il mio voto



Trailer

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